E' domenica mattina. I GMB spalancano per l'ultima volta le finestre all'Albergo Italia di Urbino.
E' ora di saldare il conto delle camere, ma c'è sempre qualcuno che ama farsi attendere.
Lasciata malinconicamente la città di Urbino, puntiamo verso Urbania
dove ci accoglie maestosa la fortezza che in realtà non visiteremo.
Andremo invece a vedere le famose mummie. La guida, in tipico accento
romagnolo, ci racconta di come questi morti abbiano subito un processo
di mummificazione naturale grazie alla presenza nel terreno di miceti
che, eliminando i batteri, hanno preservato i cadaveri dalla
decomposizione.
Al termine della visita facciamo due passi per il paese. Non sembra che ai palazzi sia toccata la medesima sorte delle mummie.
Le nostre finanze cominciano a scarseggiare, ma di certo non troveremo qui risorse di emergenza impegnando qualcosa di caro.
Dove sono tutti? Mai visti così tanti portoni chiusi...
... e finestre sprangate. Che abbiano saputo in anticipo del nostro arrivo e si siano barricati tutti in casa?
Meglio proseguire il nostro viaggio altrove. Dirigiamo l'auto verso
Sassocorvaro. Là dove Pasquale Rotondi andò a ricoverare tantissime
opere d'arte durante l'ultimo conflitto mondiale.
S'è già fatta ora di pranzo ed il castello è ormai chiuso. Meglio
trovare un posto dove ristorarci. Da alcuni passanti del luogo ci viene
indicata una trattoria. Dobbiamo affrettarci perché ci sono pochi posti a
tavola ed altri turisti motociclisti stanno puntando dritto verso la
medesima destinazione. Ma non serviva correre: c'era posto per tutti.
Very very slow food e di buon gusto. Meriterebbe una menzione su
Tripadvisor, ma sono sicuro che ne ha già accumulate tante e tutte
favorevoli grazie anche al buon prezzo.
Terminato il rispettabilissimo pranzo domenicale a base di tagliatelle
al tartufo bianco, tagliata di manzo, quaglie e capretto alla griglia, i
GMB accedono alla fortezza dopo la riapertura pomeridiana.
Ma c'è di nuovo qualcuno che resta indietro a fare una foto in più
degli altri. Aspettarlo è una necessità più che una gentile premura,
dato che il ritardatario ha con sè la cassa comune.
La visita è guidata. Mentre attendiamo che la signorina ci accompagni all'interno di quei bastioni...
... alziamo lo sguardo e scattiamo qualche foto di rito.
Così da cogliere la sagoma della fortezza che richiama quella della tartaruga.
Che però può essere scorta pienamente soltanto guardando una delle numerose piantine del piano di evacuazione.
Questo castello è di dimensioni decisamente contenute. Ma non si lascia
mancare neppure un piccolo teatro che viene aperto al pubblico in
occasione di manifestazioni o rappresentazioni varie.
Prima di uscire avrei una necessità fisiologica da espletare. Ma il
gabinetto è privo di porta. O meglio, il portone è pericolante e non si
può chiudere ed allora pazientemente trattengo.
Riprendiamo il viaggio e lancio l'idea di una sosta lungo la strada. La
proposta viene accolta di buon grado da tutti ed allora, cosa c'è di
meglio di farla in mezzo al bosco? I GMB scelgono un angolo ciascuno ai
quattro cantoni. Ma che sarà mai... Mica ce lo avremo solo noi?
Ben alleggeriti arriviamo a Carpegna dove Pasquale Rodondi stipò altra
parte delle opere d'arte. Mi scappa uno scatto prematuro e la foto
sfocata non viene cestinata perché nella luce serale conserva un fascino
a dir poco particolare.
Ne prendo una anche sul davanti. E' tutto chiuso e non riusciremo di certo a visitarlo.
Meglio allora proseguire il viaggio che mollemente, come le anse di un
grande fiume, si attarda nell'entroterra prima di approdare ormai stanco
nel mare.
Pennabilli è all'orizzonte. C'è il tramonto nell'aria e fermiamo
repentinamente l'auto. Ma non pare limpido come l'altra sera a San Leo.
Mi accontento e mi prendo allora un'altra foto con i bronchi che non
hanno ancora perso le foglie e che fanno da cornice scura al mio scatto
panoramico.
Giunti in paese, sostiamo in zona periferica per salire a piedi sulla
cima rocciosa. Lestamente balzo in avanti e girandomi all'indietro per
fare una foto agli amici, vengo impietosamente additato dal restante
terzetto che procede in mezzo alla strada.
Il sole è già basso all'orizzonte. Ha più fretta di noi di tornarsene a dormire.
Ci mettiamo tutti in linea sul limite del baratro ed effettuiamo gli ultimi scatti prima di chiudere la giornata.
Il paese è qui sotto e si concede gradevole al nostro occhio fotografico.
Qualche altro scatto ancora tutti insieme, ciascuno dal suo punto di vista preferito.
Queste case illuminate dai lampionii mi rimandano all'infanzia, quando
durante il periodo natalizio mia madre mi portava a visitare i presepi
nelle cascine dei vicini ed il mio stupore di bambino guardava con
grande meraviglia tutte quelle statuine immerse nel buio e rischiarate
dalle lucine.
E per finire un bel thé caldo al bar e qualche dolcetto da portare alle
donne rimaste a casa. Per addolcirle un po' dopo tre giorni d'assenza
e, non si sa mai, per propiziare qualche gradita coccola. "E a me
niente?" dice mia moglie che di carezze non è mai avara, mentre invece
io di regali sì.
E con questo tramonto che cala da dietro al tetto, chiudo qui questo
resoconto, a volte fantasioso, altre volte meticoloso, della gita GMB
2014. Nel calore della propria vita famigliare di tutti i giorni, auguro
a ciascuno di noi tante buone cose e che ci si possa ritrovare presto
in allegria su queste pagine per raccontare ancora mille nuove
avventure. Grazie.
































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