E' già passato oltre un anno, ma forse vale la pena ricordare, soprattutto in questo periodo di restrizioni alla mobilità, alcuni momenti dell'ultima gita dei GMB a Milano.
Come profughi provenienti dall'est (Brescia ed interland) ci siamo riversati nel capoluogo lombardo domenica 24 novembre.
Una giornata uggiosa e piovosa, esattamente come ci si aspetterebbe in questo periodo. Ma il gruppo procede compatto verso la prima meta.
Talmente solleciti da arrivare ben prima dell'orario di apertura dell'esposizione.
Quindi che fare? Rapido giro di consultazione dei potenti mezzi a disposizione...
Nell'arco di un minuto viene subito individuata la meta per trascorrere il tempo che ci separa dall'apertura dei battenti alla Triennale di Milano.
Lo scrivente trova pure il modo di regalarsi un selfie per testimoniare la sua presenza con l'allegro terzetto già inquadrato sopra.
Bontemponi! Non si astengono mai dal prodigarsi in pose spiritose.
Dopo esserci guardati intorno ed aver fatto pure qualche battuta nei confronti dell'immancabile defezione, giunge il momento propizio di ascendere ai padiglioni della cultura nazionale.
E dopo aver sormontato qualche gradino, come evitare di notare alle nostre spalle generose forme distese ai nostri piedi.
C'è una mostra fotografica! I GMB potranno astenersi dal visitarla?
Non sia mai! E poi è così che si migliora. E' guardando l'opra altrui che imparati si diventa.
Non c'è che dire... Quelle pose meritan proprio una seria attenzione.
Non solo foto. C'è anche dell'altro. I GMB non disdegnano l'arte e l'occasionale cronista non si astiene dal documentare lo zelo per il grande interesse generale.
Eppoi in fondo al tunnel c'è sempre la luce e val la pena di documentare quel tripudio di fotoni agglutinato nel rettangolo centrale.
Non è questo il caso, ma se ci si annoiasse un po', basterebbe guardare fuori dall'oblò. Niente luna però.
Dopo una fugace boccata d'aria sul tetto con vista a perdita d'occhio su Milano, discendiamo le scale per visitare il padiglione del design.
Nel frattempo c'è chi tenta di fare una telefonata a casa. Ma non c'è linea, né campo, e pertanto deve rinunciare al momentaneo ricongiungimento vocale familiare.
Alcuni oggetti infondono in noi una meravigliosa idea. Non sarebbe ora di andare a pranzo?
Dopo lunga scarpinata approdiamo in un locale niente male dove coralmente prendiamo il risotto alla milanese, quello originale con l'ossobuco!
E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto, con pervasivo stato di grazia, via in direzione della Scala per vedere le opere del Canova e di quell'altro.
Che forme! Che sensuale giustapposizione di leggiadre membra. Ognuno prova a rimirar dall'angolazione che meglio pare per catturare il candido biancore della luce che si posa sul marmo e rende vitali quelle sculture.
Quanta inebriante bellezza. Meglio arretrare di qualche passo per non restare abbacinati, per non dire eccitati... da cotanta meraviglia.
Andiamo alla deriva e seguiamo la corrente che si snoda lungo gli anfratti di quelle sale.
Busti. Belli! Che dico? Bellimbusti.
Ehi, piccoletto. Non scherzare! Comportati bene altrimenti subito una sciacquata a quella tua bocca impertinente.
Mi scusi, signora. O signorina? Perdoni il mio sfrontato periodare. Resti composta che avveduto ormai sono. Avviso mi ha dato e non ci sarà ulteriore bisogno che lei spenda altro fiato.
Meglio non fare troppo il farfallone. Impallidisco a tale mirabile concorrenza.
Come diceva Pavese, lavorare stanca. Ma anche passeggiare. E allora perché non vi sedete un po', lì sul divano. No, non è un asciugamano. L'avrà dimenticato la donna che rimette in ordine il palazzo. Oh, Tofì, Tofì...
Ultimo giro, ultimo regalo. Per gli occhi e per la mente. S'intende!
Che avete tutti da guardare in quella direzione? Cosa v'incanta?
Ah, capisco... C'è qualcuno ch'è accusato d'aver commesso un reato!
E' lei che ha fatto la spia! Si dice il peccato, ma non il peccatore...
... però son io rimasto fregato. Mi hanno carcerato!
Fedeli GMB. Avete testimoniato e mi hanno liberato. Usciam fuori a riveder le stelle. Ma resta un desiderio inappagato. Milano bagnata è piena di gente in ogni angolo assiepata.
E' ormai ora di riprendere il metrò e tornare esattamente dove eravam partiti. Un giorno soltanto, non come le altre volte, quando dormivamo fuori casa. Ma è stato bello ugualmente. No, anzi. Di più!


































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