Ed eccomi qua a stendere due righe di commento alle foto della gita GMB
2012. Questa volta abbiamo visitato la Romagna iniziando dapprima ad
esplorare i dintorni dell'Abbazia di Pomposa.
Dato che non avevamo ancora fatto nessuna sosta, come prima cosa ci
siamo infilati in un bagno pubblico e subito dopo ci siamo rifocillati
in un baracchino lì vicino al punto in cui avevamo parcheggiato l'auto.
Per me è stata l'occasione di assaggiare, molto probabilmente la prima
volta in assoluto, la famosa piadina. Buona veramente, nonostante lo
stracchino mi colasse da ogni parte e le vespe ci facessero la posta.
Di lì a poco ci siamo mossi in direzione dell'Abbazia, prendendocela
comoda e scaldando l'obiettivo con alcune pose prese nel verde
circostante e lungo un canale quasi completamente prosciugato.
Che cosa ci sarà mai stato di così interessante? I GMB non si fanno
minimamente impressionare dallo squallore del territorio e riescono a
cavar meraviglie anche dalle cloache.
Il sottoscritto, non pienamente convinto che il luogo meriti tutta la
dedizione che gli amici stanno riversando in quelle prime fasi, decide
di riprenderli impietosamente dall'alto.
La luce non sembra male e la maestosa Abbazia sembra non voler entrare
tutta nel modesto obiettivo della mia compatta. Vorrà dire che ce la
infilerò un pezzettino alla volta.
Ma GMB1 e GMB3 sono vecchi del mestiere e sanno bene che basta
allontanarsi un poco per riuscire a comprimere nella macchina anche il
monumento più maestoso. GMB5, il buono, non si azzarda a saltare la
catena e riprende il campanile da un'altra angolatura.
Da qua in fondo il campanile viene decisamente meglio. E poi a me i
contrasti del chiaro e dello scuro piacciono particolarmente perché
fanno da cornice naturale a quanto inquadrato.
Eh sì, belle. Non c'è che dire, sembrano pensare Lorenzo e Roberto.
Questo rito si ripeterà spesso, non solo in questa gita, ma anche in
tutte le altre. Un po' di autocompiacimento che non guasta e soprattutto
carica di soddisfazione l'attimo presente.
Personalmente trovo interessante inquadrare anche la vegetazione
circostante e sono alquanto sorpreso dalle dimensioni di questo strano
frutto.
Dopo aver esplorato con calma la parte museale, torniamo a scatenarci in
esterno. La giornata è decisamente bella, nonostante qualche nube di
passaggio. Quelli delle previsioni meteo ci han fatto sapere che
dovrebbe essere così per tutto il week-end.
GMB5 si era soffermato ad inquadrare un vecchio interruttore tutto
scassato. Non mi sembra vero di poterlo imitare. Non ho ancora fatto
clic ed una cimice vanitosa viene lesta a mettersi in posa. Peccato non
avere l'obiettivo adatto per una macro.
Eccolì lì di nuovo a mostrarsi l'ultima posa, spalla contro spalla, zucca contro zucca.
Ma forse non sono riusciti a riprendere bene il batacchio ed allora ci
riprovano ancora. Scappa una battuta e GMB3 se la ride di gusto.
GMB1 si trattiene a stento e poi si lascia andare anche lui all'ilarità generale del momento.
Ma subito ritornano seri e professionali come due inviati speciali di qualche celebre testata giornalistica.
Bon, di Pomposa ne abbiamo a sufficienza e quindi è l'ora di rimetterci
in cammino. C'è ancora un pezzo di strada da fare prima di giungere a
destinazione. Non ho paura di restare indietro perché tanto son io che
guido.
E così raggiungiamo Comacchio, bellissima cittadina con tanto di canali
in stile veneziano, ma forse anche più belli, come amano dire con
orgoglio quelli del posto. Andiamo però con ordine. Lasciata l'auto in
uno dei parcheggi limitrofi, saliamo un attimo sopra una balaustra in
legno.
La vista è proprio magnifica e mentre gli amici sfruttano a dovere i
loro lunghi obiettivi, io preferisco restarmene defilato ad inquadrarli
tutti quanti con lo specchio d'acqua di sfondo.
Non c'è che dire: più che una battuta di pesca sembra quasi un
appostamento di caccia. Qualche pennuto finirà certamente nella flash
memory di uno di noi.
Entrati in città, continuiamo a scattare con disinvoltura. GMB3 sembra
quasi muoversi a passo di danza lungo la sponda del canale. Non è
proprio una danza del ventre, ma si vede una certa familiarità con il
movimento del bacino.
Nel nostro casuale pellegrinare approdiamo all'imbarcadero di un
simpatico giovanotto d'altri tempi. GMB1 ne riconosce l'aspetto per
averlo visto in qualche trasmissione televisiva. Subito prende corpo la
loquace favella del canuto signore che ci prende in simpatia e ci
convince a fare un giretto in barca.
Confortati circa il fatto di non dover sborsare poi una cifra
insostenibile, come chi va in gondola a Venezia, ci adagiamo con cautela
nel suo piccolo naviglio con un po' di timore per un bagno fuori
stagione.
Il percorso in verità è breve ed in capo a mezz'ora siam già di ritorno.
In tutta onestà, non saprei dire se sia stato maggiore lo spasso per
l'escursione oppure per i discorsi coloriti del nostro attempato
gondoliere.
L'amico barcaiolo s'improvvisa fotografo e prima di arrivare in fondo
alla gitarella si offre di scattarci una foto. Non oso allungargli la
mia compatta e mentalmente faccio gli scongiuri affinché non finiscano
in acqua quelle degli amici.
Tornati coi piedi ben saldi per terra, ci adentriamo in una delle vie
non più fiancheggiate dal canale. In una vetrina è possibile scorgere
qualche bottiglia di vino, ma appare subito chiaro a tutti che in questo
posto di mare non dev'essere granché.
E così vien sera. Qualcuno vorrebbe tornare velocemente a fotografare il
sole che tramonta, ma la stanchezza, o meglio, le esigenze fisiologiche
degli altri hanno la meglio e così ci sediamo per un veloce aperitivo.
E poi di corsa a fare foto mentre il giorno muore ed il cielo si tinge
di colori più caldi. Mi coglie una punta di melanconia e con facilità il
pensiero va a chi è rimasto a casa ed ora viene raggiunto dal saluto di
una breve telefonata.
Raggiungiamo Ravenna che è ormai buio, ma il navigatore ci toglie da
qualsiasi impiccio. Vorremmo cenare in un locale che gli amici avevano
trovato in internet, ma dato che era chiuso, optiamo per un altro
consigliato dall'albergo. La cena risulterà ottima degustando i sapori
dell'autunno, coinvolgendo in rime burlesche anche GMBdù rimasto per
l'ennesima volta a casa.
Poi la serata prosegue esplorando il centro nel tentativo di coadiuvare
la nostra digestione. L'indomani tutti in piedi non troppo di buonora.
Siamo alloggiati vicino alla stazione in un piccolo alberghetto
accogliente. Bastano veramente quattro passi per raggiungere i monumenti
di nostro interesse.
GMB1 ha dimenticato per l'ennesima volta lo spazzolino da denti e quindi
provvede. A Torino anch'io avevo dimenticato il pettine, ma avevo
potuto por presto rimedio entrando in una bottega proprio lì vicino
all'albergo di Porta Susa.
Eccoci a San Vitale. Primi scatti in esterno. La cosa non fa per me e
come al solito trovo più divertente inquadrare gli altri da dietro.
Per raggiungere l'ingresso dobbiamo però circondare l'isolato ed è lì che c'imbattiamo in uno "squalo".
Credete che le sue fauci possano spaventare due temerari come GMB3 e GMB1?
All'interno ci sono un sacco di reperti che catturano la nostra
attenzione, come questi angioletti che paiono incollati per la schiena e
sembra che stiano per cadere al suolo da un momento all'altro.
All'interno del chiostro ci sono sculture grezze di animali. Ne troveremo altre anche all'interno ed in altri posti di Ravenna.
In un altro chiostro non manca neppure Pinocchio a bordo del piccione che però non è in grado di portarlo da nessuna parte.
E poi i mosaici che abbiamo facoltà di fotografare senza restrizioni.
Per il momento fatevi bastare le mie povere inquadrature. Arriveranno
poi con calma quelle degli amici ben più nitide ed a fuoco.
Dopo tanto restare con il naso per aria, poso lo sguardo per terra e
scorgo nelle striature del marmo la foggia di qualche strano animale.
GMB5 comincia forse a sentire un po' di caldo e vorrebbe tuffarsi nel sarcofago posto in esterno. Ma è vuoto e quindi desiste.
Nei pressi del Battistero Neoniano c'imbattiamo in questo fungo dalle
dimensioni notevoli che cresce direttamente sul tronco di un albero.
Abbiamo già fatto uno spuntino e quindi nessuno si azzarda ad
addentarlo.
Terminata la visita guidata e dopo aver visto anche S. Apollinare Nuovo,
ci portiamo poco fuori Ravenna per una visita a S. Apollinare in
Classe. Ecco in esterno misteriosi bisonti che sembrano venire
agguerriti verso di noi.
Non siamo lontani da Cervia ed allora perché non andare a fare una
visita alle saline? Purtroppo in questa stagione l'orario non è più
adatto, dato che volge ormai al tramonto. Ci accontentiamo di effettuare
qualche scatto restando all'esterno del parco naturale.
Altri osservano perplessi. O forse stanno semplicemente guardando GMB1 che punta l'obiettivo verso l'ultimo sole.
GMB3 prova per un attimo ad immedesimarsi nella carriera del pescatore.
GMB1 sembra invece puntare decisamente per l'attività venatoria, ma con
quell'archibugio difficilmente riuscirà a riempire la propria saccoccia.
Nonostante i limiti della mia strumentazione, i riflessi dell'acqua mi
consentono qualche posa gradevole. Continueremo così finché al buio
opporremo la nostra voglia di ristoro con una cena a base di pesce.
Domenica mattina lasciamo Ravenna. Mentre raggiungiamo il parcheggio
dove abbiamo lasciato l'auto, altre vetture d'epoca ritardano la nostra
marcia.
Come questa vecchia Flaminia...
... inquadrata da ogni lato.
E come canne al vento, prima di lasciare definitivamente Ravenna, sostiamo per un attimo al Mausoleo di Teodorico.
Mai avrei pensato che questo poderoso ed austero monumento funerario mi avrebbe divertito tanto.
Al suo interno una enorme vasca di granito favorisce l'eco e così ci
soffermiamo brevemente per una insolita esibizione corale che suscita
l'ilarità generale.
E poi Ferrara...
Gradevole cittadina che mostra nelle sue vie il mio maggior gradimento.
Durante il viaggio abbiamo avuto modo di ascoltare una guida audiovisiva
ed ora riusciamo a gustare meno distrattamente alcuni particolari del
luogo.
Catturiamo e ci facciamo catturare da qualche antico scorcio.
E poi tutti in piazza, dove c'è il mercatino e sembra che tutto sia già pronto per il grande freddo che deve ancora arrivare.
GMB3 sembra invece più interessato ad un "biccerin". Ma qui non siamo in Piemonte e quindi i calici sono vuoti.
Giusto lo spazio di un'altra piadina (a cui dico 'passo' optando per un'insalata)...
... ed è già ora di visitare il castello.
A Ferrara si sta tenendo una tre-giorni con giornalisti che provengono
da ogni parte del mondo. Alcune vignette divertenti catturano la nostra
attenzione.
In particolare questa sembra rivolta a noi.
Come introduzione alla visita del castello ascoltiamo un audiovisivo ben fatto che ripercorre le vicende storiche della città.
GMB1 e GMB5 fan finta di posare assonnati. In realtà seguono con
passione il documentario che viene mandato in onda sul teleschermo.
Poi scendiamo nelle segrete e lì proviamo ad immaginarci reclusi.
Di fronte a quegli angusti sportelli, GMB1 si sente come Alice nel paese
delle meraviglie dopo aver mangiato ciò che la farà crescere a
dismisura.
Perché guardare in alto quando con l'aiuto di un comodo specchio possiamo evitare di mettere a dura prova la nostra cervicale?
Il terremoto che ha scosso l'Emilia invece sì che ha messo a dura prova
anche gli affreschi del castello. Ora sono tutti incerottati.
I danni non sono ingenti, ma neanche trascurabili del tutto.
Ultimo giro per le vie del centro di Ferrara.
Quest'anno niente Barolo al seguito. Forse un tavolino? Il bagagliaio della mia auto purtroppo non è così capiente...
E nei pressi di Parma chiudiamo in bellezza. Uno splendido tramonto si
staglia all'orizzonte e siamo quasi grati per il rallentamento del
traffico che ci da modo di mettere a fuoco l'infuocato scenario.
Sembra quasi il giorno dell'Apocalisse con lingue di fuoco che solcano il cielo.
E poi tutto il cielo s'infiamma e s'accende in noi il desiderio di
riabbracciare chi ci ha concesso di vagar lontano. Arrivederci all'anno
prossimo.













































































Nessun commento:
Posta un commento