sabato 14 gennaio 2017

2009 - La seconda volta di GMB4

Con la "zingarata" del 2009 siamo approdati alla Sacra di S. Michele. L'istruito Gmb1 ci fa edotti che quel luogo fu inizialmente considerato per girarvi il noto film "Il nome della rosa". Chissà perché a me le escursioni dei GMB ricordano tanto la scena iniziale de "Il cacciatore", quando gli amici escono dalla fabbrica e partono, armati di tutto punto, per una battuta di caccia. E' forse per questo motivo che mi sentirete descrivere spesso i nostri "Rendez-vous" come imprese legate all'arte venatoria.

 E dopo esserci scatenati per un bel pezzo, sfoderando i tiri migliori sia all'interno che all'esterno dell'edificio che si erge maestoso sulla prospicente Val di Susa, ci mettiamo in posa per catturare gli ultimi bagliori del sole che va a nascondersi dietro al monte. Riuscirò a cogliere l'ultimo raggio verde, penso fra me?
 Gmb5 osserva la scena poco discosto e non sembra per nulla contagiato dall'affanno di Gmb1 e Gmb3 che paiono convogliare l'astro entro l'angusto pertugio dei loro obiettivi.
 Dopo aver comodamente trovato posto all'Hotel Diplomatic di porta Susa in Torino, ci siamo recati per un doveroso ristoro alla trattoria "El Crinet", dove i prodi GMB si lasciano andare con moderazione ad abbondanti libagioni. Qualcuno con meno anni sulle spalle regge il bicchiere con maggior disinvoltura. Per gli altri è concessa la pietà del fuori-inquadratura.
  E dopo una nottata di dolce riposo, lasciando che le viscere archiviassero per bene carboidrati, proteine e compagnia cantante, gironzoliamo un po' per il centro, prima sotto (Cunicoli del Museo di Pietro Micca) e poi sopra fra le vie del centro. Gmb1 propone la prossima meta, facendo il punto della situazione sulla guida turistica. Gmb3 e Gmb5 lo attorniano vagamente perplessi fingendo un labile interesse.
  Il giorno seguente (domenica) fra le altre cose abbiamo dato ampio spazio anche alla visita di Palazzo Madama, ricchissimo di reperti e di opere di ogni genere. In una nicchia v'è pure incastonata una statuetta di cera che tanto ci ricorda uno dei nostri adepti. Ma sì, lo riconosco dalla compatta: è Gmb5!
  Nelle mie foto compaiono anche inquadrature verso il basso, quasi ad immortalare un colpo partito per sbaglio. In realtà è una "mania", quella di fotografare i piedi, che ho ereditato da mia figlia. E così riesco a far comparire anche un pezzettino di me, che non sia solo l'ombra che entra quasi di prepotenza in una delle inquadrature.
  E per finire è giusto chiudere in bellezza. Non certo per la foto che risulta non del tutto nitida a causa delle correzioni automatiche apportate dalla mia compatta, ma per l'autoironica posa a cui Gmb1 si è sottoposto. Fiero come un patriota di fronte al plotone d'esecuzione.

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